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Europio
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Lmwbq'mwbgeuropio è l'mwbwelemento chimico con mwcanumero atomico 63 e il suo mwcqsimbolo è mwcgEu.

Contents

Storia
Note

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Caratteristiche

L'europio è il più reattivo tra gli elementi delle mwdgterre rare. Si ossida rapidamente quando è esposto all'mwdwaria e reagisce in maniera simile al mweacalcio in presenza di mweqacqua. Come gli altri lantanoidi, esplode spontaneamente all'aria a temperature comprese tra i mweg150 °C ed i 180mwew °C. Come il mwfapiombo è piuttosto tenero e abbastanza duttile.

Applicazioni

L'europio ha applicazioni commerciali e industriali nel campo del mwfwdrogaggio di alcuni materiali vetrosi per la realizzazione di mwgalaser. Un suo possibile impiego nei mwgqreattori nucleari è oggetto di studio per la sua capacità di assorbire i mwggneutroni.

L'mwhaossido di europio, Eumwhq2Omwhg3, era comunemente usato per produrre i mwhwfosfori rossi dei mwiatelevisori e come attivatore dei fosfori a base di mwiqittrio. Viene impiegato anche nella produzione di mwigvetri mwiwfluorescenti.

mwjqSali mwjgchirali di europio vengono usati nella mwjwrisonanza magnetica nucleare per semplificare spettri in cui molti segnali risuonano in una regione stretta e affollata. In particolare il complesso Eu(hfc)mwkq3 viene utilizzato per discriminare gli enantiomeri di una mwkgmolecola, poiché forma con essi dei composti diastereoisomerici i cui segnali NMR del mwkw1H o del mwla13C risuoneranno a diverse frequenze. Inoltre i complessi dei lantanidi vengono utilizzati come mwlqagenti di contrasto nell'mwlgMRI grazie alle loro proprietà mwlwparamagnetiche.

Inoltre, in combinazione con altri elementi come il mwmqgallio, lo mwmgstronzio, lo mwmwzolfo, l'mwnaalluminio e il mwnqbario, viene impiegato negli inchiostri speciali anti-contraffazione usati sulle mwngbanconote dell'euro. La divulgazione di questo utilizzo è dovuta ai chimici olandesi Freek Suijver e Andries Meijerink che sottoposero ad analisi spettroscopica alcune banconote da mwoq5 eurocite-ref-1[1], non riuscendo comunque a scoprire l'esatta composizione di tali inchiostri che è tenuta segreta dalla mwpgBCE.

Gli ioni Eumwqa3+, per quanto più stabili degli ioni Eumwqq2+, e gli ioni Smmwqg3+ sono gli unici ioni lantanidi ad avere stati elettronici eccitati accessibili anche a temperatura ambiente.

Fotoluminescenza

I composti lantanoidei in generale sono molto usati per applicazioni di fotoluminescenza, ovvero processi in cui la radiazione assorbita induce la formazione di uno stato eccitato che si disattiverà in parte emettendo radiazione, andando così a produrre mwrqfluorescenza o mwrgfosforescenza:

mwsa E 0 + h ν ν {\displaystyle E_{0}+h\nu } → mwsq E ∗ ∗ {\displaystyle E*} → mwsg E 0 + h ν ν ′ {\displaystyle E_{0}+h\nu '}

Gli stati eccitati a bassa energia per un lantanide sono quelli derivanti da transizioni intraconfigurazionali, ovvero dal cambio di valore dello stato di spin di un elettrone all'interno di una data configurazione elettronica.cite-ref-2[2]

Questi stati eccitati sono buoni emettitori poiché si disattivano per vie non-radiative meno facilmente rispetto agli stati elettronici eccitati, tuttavia l'assorbimento verso questi stati è proibito dalle mwugregole di selezione di spin. per popolare questi stati, tipicamente in complessi anche di Eumwuw3+, si utilizzano dei leganti che fungano da "antenna", ovvero assorbano la radiazione e, tramite un processo di mwvaenergy transfer, popolano questi stati eccitati. il processo è noto come AETE, acronimo di mwvqAssorbimento Energy Transfer Emissione.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]

Un problema di questi stati eccitati intraconfigurazionali è il loro piccolo mwyw Δ Δ E {\displaystyle \Delta \mathrm {E} } rispetto allo stato fondamentale elettronico: possono essere mwzaquenchati da moti vibrazionali del legame O-H del solvente. Si utilizza quindi mwzqD2O per sfavorire queste disattivazioni, in quanto con l'acqua deuterata servono dei quanti energetici più grandi per avere la stessa energia di uno stato elettronico anche se a bassa energia come quelli descritti, oppure si utilizzano complessi di Eumwzw3+ con leganti mwaacriptandi che proteggono dal contatto col solvente e da eventuali collisioni disattivative che porterebbero a un calo della resa quantica di fluorescenza.cite-ref-6[6]

Storia

L'europio è stato dapprima osservato da mwbwPaul Émile Lecoq de Boisbaudran nel mwca1890 che osservò linee spettrali insolite non attribuibili né al mwcqsamario né al mwcggadolinio in campioni in cui questi due elementi erano stati concentrati, tuttavia la scoperta effettiva è attribuita a mwcwEugène-Anatole Demarçay che ipotizzò nel mwda1896 che i campioni di samario fossero contaminati da un elemento ancora sconosciuto, che riuscì a isolare nel mwdq1901.

La sintesi di europio metallico puro è avvenuta solo in tempi relativamente recenti.

Disponibilità

L'europio non si trova libero in natura, è però contenuto in diversi minerali, di cui i più importanti sono la mweqbastnasite e la mwegmonazite.

Può essere riciclato dalle lampade a risparmio energetico.cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]

Composti

Tra i composti dell'europio si annoverano i seguenti sali:

• mwiafluoruri: EuFmwig2, EuFmwja3
• mwjgcloruri: EuClmwka2, mwkqEuCl3
• mwlabromuri: EuBrmwlg2, EuBrmwma3
• mwmgioduri: EuImwna2, EuImwng3
• mwoaossidi: mwoqEuO, mwogEu2O3
• mwpgsolfuri: EuS
• mwqqselenuri: EuSe
• mwratellururi: EuTe
• mwrwnitruri: EuN

Isotopi

L'europio in natura è una miscela di due mwswisotopi naturali, mwta151Eu e mwtq153Eu, con quest'ultimo leggermente più mwtgabbondante (52,2%). mwtw153Eu e mwuastabile, ma mwuq151Eu è un emettitore mwugalfa con un'emivita di mwuw5×1018 anni, come scoperto nel 2007.cite-ref-9[9]

Sono noti 35 mwwqisotopi radioattivi, di cui i più stabili sono mwwg150Eu (con un'mwwwemivita di 36,9 anni), mwxa152Eu (13,516 anni) e mwxq154Eu (8,593 anni). Tutti gli altri hanno un tempo di dimezzamento inferiore a 4,7612 anni e la maggior parte di essi inferiore a 12,2 secondi. L'europio ha anche 8 mwxgstati metastabili di cui i più stabili sono mwxw150mEu (emivita di 12,8 ore), mwya152m1Eu (9,3116 ore) e mwyq152m2Eu (96 minuti).

La principale modalità di decadimento degli isotopi più leggeri di mwyw153Eu è la mwzacattura elettronica con conversione in mwzqisotopi del samario, quelli più pesanti subiscono invece preferenzialmente un mwzgdecadimento beta convertendosi in mwzwisotopi del gadolinio.

Precauzioni

La tossicità dei composti dell'europio non è stata indagata a fondo e quindi non vi sono chiare indicazioni che sia più tossico di altri metalli pesanti. La polvere del metallo può incendiarsi o provocare esplosioni.

L'europio possiede probabilmente anche un ruolo biologico ancora parzialmente ignoto. Recentemente ne sono state trovate tracce nei siti attivi di alcuni enzimi batterici.cite-ref-10[10]cite-ref-11[11]

Note

cite-note-11. mw4q(mw4gmw4wEN) Freek Suyver e Andries Meijerink, mw5aEuropium beveiligt de Euro, Chemisch2Weekblad, 2002.
cite-note-22. mw6aVincenzo Balzani, Paola Ceroni, Alberto Juris, mw6qPhotochemistry and Photophysics: Concepts, Research, Applications, Wiley, 2014, mw6gISBNmw6w 978-3-527-33479-7.
cite-note-33. mw8a(mw8qmw8gEN) Stephen I. Klink, Gerald A. Hebbink e Lennart Grave, mw8wmw9aSynergistic Complexation of Eu 3+ by a Polydentate Ligand and a Bidentate Antenna to Obtain Ternary Complexes with High Luminescence Quantum Yields, in mw9qThe Journal of Physical Chemistry A, vol.mw9g 106, n.mw9w 15, 20 marzo 2002, pp.mw-a 3681-3689, mw-qDOI:mw-g10.1021/jp012617o. mw-wURL consultato il 2 agosto 2016.
cite-note-44. mw-wLena J. Daumann, Philipp Werther e Michael J. Ziegler, mwaqamwaqeSiderophore inspired tetra- and octadentate antenna ligands for luminescent Eu(III) and Tb(III) complexes, in mwaqiJournal of Inorganic Biochemistry, mwaqmDOI:mwaqq10.1016/j.jinorgbio.2016.01.006. mwaquURL consultato il 2 agosto 2016.
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cite-note-99. mwataF. Cappella, Collaborazione DAMA, mwatemwatiRicerca del decadimento α raro del 151Eu (mwatmmwatqPDF), mwatuXCIII Congresso SIF, Pisa, 27 settembre 2007. mwatyURL consultato il 4 agosto 2019.
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cite-note-1111. mwauq(mwauumwauyEN) Bérénice Jahn, Arjan Pol e Henning Lumpe, mwaucmwaugSimilar but Not the Same: First Kinetic and Structural Analyses of a Methanol Dehydrogenase Containing a Europium Ion in the Active Site, in mwaukChemBioChem, vol.mwauo 19, n.mwaus 11, 2018, pp.mwauw 1147-1153, mwau0DOI:mwau410.1002/cbic.201800130. mwau8URL consultato il 17 settembre 2019.

Bibliografia

• mwavmFrancesco Borgese, Gli elementi della tavola periodica. Rinvenimento, proprietà, usi. Prontuario chimico, fisico, geologico, Roma, CISU, 1993, ISBN 88-7975-077-1.
• citereftavola-periodica-e-propriet-degli-elementiR. Barbucci, A. Sabatini e P. Dapporto, Tavola periodica e proprietà degli elementi, Firenze, Edizioni V. Morelli, 1998 (archiviato dall'url originale il 22 ottobre 2010).

Voci correlate

• mwavgLantanoidi

Altri progetti

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• Wikizionario
• Wikimedia Commons

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-iteuropio, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefbritannica-com(EN) europium, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwav8(EN) Europio, su periodic.lanl.gov, Los Alamos National Laboratory. URL consultato l'8 aprile 2005 (archiviato dall'url originale il 10 dicembre 2010).
• mwawe(EN) Europio, su WebElements.com.
• mwawm(EN) Europio, su EnvironmentalChemistry.com.
• mwawu(EN) It's Elemental – Europium, su education.jlab.org.